- Premessa
- Viaggio andata
- Primo impatto
- Della sodomia e di altri divieti
Paese che vai, taxi che trovi
Il titolo dice quasi tutto.
In Italia, di che pasta sono fatti i tassinari lo abbiamo visto quando hanno combinato tutti quei casini per due briciole di liberalizzazioni. E si perché davvero si trattava di sciocchezze ai tempi del decreto Bersani. La reazione non fu certo adeguata all'azione iniziale. In termini di fisica liceale, se ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, in quel caso la fisica ha dimostrato di essere falsificabile. Ma siccome non si trattava di un teorema “fisico”, tutto quello che ho scritto finora è una baggianata. Certo è che vivendo a Roma, seppur ho usato due sole volte in 7 anni il servizio taxi cittadino mi rendo conto che i tassinari romani (magistralmente rappresentati da Alberto Sordi in un suo film) non svolgono proprio al meglio un servizio che dovrebbe essere pubblico, seppur a pagamento. A partire proprio da questo, certo non è accessibile a tutti. le tariffe romane sono spropositate. Il tassametro quando parte, lo fa dalla bellezza di 6 euro!!! In più è difficile trovarne uno per caso per strada, perché ce ne sono pochissimi, solo ultimamente sono aumentati di numero grazie ad uno degli ultimi atti da sindaco di quel babbaleo di Veltroni che ha minacciato di rilasciare 1000 nuove licenze se i tassinari romani non si fossero uniformati alle nuove normative. Quando chiami per cercare un taxi, puoi aspettare attaccato alla cornetta anche ore se non sei fortunato per poi sentirti rispondere di chiamare dopo che non ce ne sono disponibili. La disponibilità non sempre dipende dal numero di vetture in circolazione ma anche dai tragitti che richiedi. Se chiedi di fare un tratto di strada relativamente poco oneroso tranquillamente il tassinaro si rifiuta di caricarti a bordo. E lì puoi imprecare al padre eterno o a quegli stronzi di politici che difendono questo genere di comportamenti (sappiamo tutti come An su tutti si sia caricata dell'impegno politico di difenderli a soli fini elettorali e niente di più). Pioggia, neve, grandine, sole cocente se non gli sta bene il tragitto che devi fare ti lasciano a piedi e poco se ne fottono. Alla faccia del servizio pubblico. Una cosa bisogna dargli atto, da quello che ne so non raramente fanno i truffaldini chiedendo tariffe non in base al tassametro. per lo meno con i romani perché dagli aeroporti era la prassi. Poveri turisti.
Anche qui a Kuala Lumpur devo dire che la classe dei tassinari è molto particolare. Forse è il lavoro sulla strada che li rende così in tutte le grandi città del mondo ma il 90% dimostrano sempre un certo livore e una certa acredine nei confronti di chi li fa lavorare e, di contro, gli fornisce anche quello che le sacre scritture definiscono “il pane quotidiano”. Qui però i truffaldini li fanno per professione. E' praticamente inscritto nel loro statuto professionale. Soprattutto quando si tratta delle ore di punta. In queste strade dall'una alle 2.30 e dalle 5.30 alle 8.30 si crea e si disfa l'inferno. Ogni giorno lavorativo. Un traffico incredibile che blocca tutto anche perché qui di mezzi pubblici su rotaia diciamo ce ne sono pochissimi.
A me è successo di dover aspettare circa 3 ore per poter tornare a casa dal KLCC (Kuala Lumpur City Center – le torri gemelle in sostanza) perchè mi sono trovato a combattere con un sacco di altre persone, sotto un diluvio torrenziale, non per prendere il taxi, ma solo per contrattare col tassinaro. Uno mi ha chiesto 60 RM (rigit), un altro 50RM (1 euro = poco meno di 5 RM) per una tratta che normalmente ne costa dai 4 ai 7 di RM. Chiaro che il prezzo per un europeo era comunque basso in valore assoluto. Siccome, però, penso che il mondo è relativo l'ho presa come una truffa bella, buona e sfacciata alla quale non ho voluto piegarmi. Unico aspetto positivo di quell'attesa è stata la possibilità che ho avuto di conoscere e chiacchierare con un po' di persone che si sono rivelate molto simpatiche. Preferivo, comunque, mille volte quelli che i primi giorni in cui ero ignaro facevano partire il tassametro da 6.00 RM invece che da 2.00 come è di norma qui per la tariffa giornaliera. Quello lo considero normale per la “legge della giungla” la truffa vera e propria no. Come in ogni medaglia, ad ulteriore dimostrazione che il mondo è relativo, c'è un lato migliore. Infatti, molte delle cose che state leggendo in questo mio reportage derivano dalle chiacchierate che mi sono fatto con un bel po' di tassinari riguardo i più disparati argomenti oltre il “traffic jam” che è il leit motive di tutta la categoria a quanto pare. Molti si sono dimostrati gentili e socievoli rispetto alla media del resto della popolazione locale e sono stati molto preziosi nel permettermi di attingere conoscenze riguardo la vita pratica della città. Insomma apparte qualche truffa tentata e qualcun'altra riuscita e il fatto che nessun tassinaro conosce la via dove abita mio fratello, sono abbastanza tranquilli come categoria ma bisogna stare sempre accorti al punto giusto e ricordarsi che a Kuala Lumpur vige una regola (per lo meno per gli stranieri come me) ben precisa. Mi è stata illustrata dai cari Eva e Marco la prima sera che sono stato in città a perenne monito per il futuro della mia permanenza. In pratica, la regola consiste nel cercare sempre tassinari che siano o di etnia cinese e di età avanzata o di etnia malè e di giovane età. Non si capisce bene perché, ma anche tramite la mia breve esperienza queste due categorie ti permettono di andare sul sicuro. Ricordatevelo se vi troverete in giro per le strade i Kuala Lumpur e avrete bisogno di uno strappo a casa...
Certo, il mese del Ramadan richiederebbe una serie di altre specifiche che però non ho tempo di fare e poi se vi dico tutto cosa scoprite quando ci venite???
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(A)

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