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- La storia della Malesia passa da Melaka, ed anche la mia
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La mia panza, in Malesia
“oooo com'è bonaaa,
la cucina casereccia de romaaaaa
nuuuun è plasticonaaaaa
come quella che fanno ar mecdonades”
Tra qualche riga capirete perché nelle orecchie mi risuona spesso sta canzone delle Radici nel cemento, anche se la cucina calabrese è ancora più buona i “cchidda i roma”...
Mia mamma me l'aveva detto: “Lì c'è chicken dappertutto!”. In effetti è vero. Il fatto che la maggioranza della popolazione è di religione mussulmana ha fatto si che in cucina si declinassero in tutti i modi possibili una serie di carni che non sono maiale. In quanto i mussulmani la carne di maiale non la possono mangiare. In tantissimi posti neanche la vendono ma nei supermercati i banchi di affettato ci sono e hanno qualche merce anche di purceddu e infatti, come ho fatto io una volta, se ti prendi un etto di prosciutto crudo importato chissà da dove lo paghi direttamente al banco degli affettati e non alla cassa perché agli affettati ci starà di sicuro qualcuno di etnia cinese che può maneggiare quella carne così odiata mentre alla cassa è quasi sicuro che ci siano dei mussulmani e, quindi, non si azzardano neanche a guardarla. In effetti tutto il tempo che sono stato in quel supermercato sono stato l'unico ad avvicinarmi a quel famigerato bancone.
Tornando al pollo tutto sommato lo fanno in molti modi e tutto sommato tutti i modi in cui lo fanno e in cui l'ho assaggiato era abbastanza buono. Lo stesso può dirsi, più o meno per il “beef”, anche quello fatto in mille modi. Ogni cosa ovviamente speziatissima e piccante, il chili qui va a go-go.
Tutte queste cose da me menzionate, però, non possono definirsi veramente cucina malese perché non ne hanno una vera e propria. Intendo dire che quello che mangiano qui è un mix di cibi cinesi, indonesiani, thailandesi ecc ecc Di strettamente malesiano c'è poco e i luoghi dove si può trovare sono abbastanza sconsigliati in quanto peccano pesantemente di ogni forma minima di igiene. Non ricordo i nomi ma ci sono degli intrugli di verdure, legumi e altro che vengono serviti dentro foglie di banano ammorbidite nell'acqua bollente. A proposito di acqua... qui se chiedete un bicchiere d'acqua che non arrivi da una bottiglia di minerale te la danno calda. Non calda temperatura ambiente, calda riscaldata! Mi è successo più volte e la cosa non è che sia il massimo anche se è vero che con questa umidità l'acqua fredda non ti leva la sete. Se, invece, volete bere un bel succo di frutta fresco, al di la che dovete fare attenzione al ghiaccio perché è abbastanza pericoloso, sappiate che li fanno prendendo carote, sedani e un paio di altre verdure, li mettono tutti in un frullatore col ghiaccio, frullano e mettono tutto dentro una specie di sacchetto domopak, quelli per il freezer di casa, ci mettono una cannuccia dentro e con un elastico o un laccetto chiudono la bustina stringendola alla cannuccia. Et voila, il succo di frutta è servito!
Insomma, alla fine della fiera, di cibo malese ne ho mangiato davvero poco, ho assaggiato qualche piccola cosa ma niente di che. La domanda da 1.000.000 di dollari è questa: “Come cacchio ho fatto ad ingrassare questo mese che sono stato qui?” (perché è evidente che 2 chiletti lui ho presi tutti!). La risposta in parte credo che stia nel fatto che seppur non c'è una cucina malese vera e propria che sia gradevole e appetitosa ci sono comunque ristoranti e fast food di ogni genere. In ogni centro commerciale c'è sempre almeno un piano dedicato interamente alle cibarie di ogni parte del mondo, Asia su tutte; indiano, giapponese, cinese, thailandese, vietnamita, arabo, taiwanese, ecc ecc. Tutti questi posti hanno più o meno prezzi abbordabili per cui capita che ci si faccia delle buone mangiate. Poi c'è Benedin, a casa, e i fast food, ovunque in città, dove ormai sono quasi di casa che sono Pizza Hut che non fa la pizza come la intendiamo noi ma è pur sempre mangiabile e poi c'è O'Brien che è un paninaro che ti fa scegliere tra un sacco di ingredienti a piacere per imbottirti i panini. Ovviamente anche questa è una catena di negozi e non un semplice paninaro che non esiste in questa parte del mondo. Purtroppo nei posti veramente cinesi, indiani o malesiani è davvero difficile mangiarci. Non solo per gli odori che sono fortissimi e sconosciuti al mio cervello ma, come dicevo prima, soprattutto per le questioni igieniche che sono davvero in pessime condizioni. Ma davvero pessime. Dite voi, se loro le mangiano ste cose perché tu non dovresti provarle? Il discorso non fa una grinza. Il problema è che il mio corpo non ha mai conosciuto certi tipi di germi, batteri o come cavolo si chiamano che qui invece sono di casa. La qual cosa, come insegnano tutti i biologi, potrebbe indurre il mio corpo a prendere una serie di malattie sconosciute in Europa ma che qui circolano alla grande. Siccome non ho fatto nessun vaccino prima di venire, meglio evitare... In ogni caso mi sto abbuffando di cibi dal mondo, cosa che è comunque positiva. Ultima in ordine di tempo è stata una buona mangiata di Tacos e carne messicana, il tutto corroborato da vino e tequila...
Infine, è immancabile il ristorante italiano. Ce ne sono ovunque, anche se non tantissimi. A Kotakinabalu c'era Peppino, a Kuala Lumpur invece svetta su tutti mpare “Ciccio” che col forno a legna fa una pizza buonissima e a quanto pare anche un'ottima pasta fatta in casa che non tarderò ad assaggiare quanto prima. Forse anche stasera. Poi ci sono i ristoranti magrebini, francesi, ecc ecc...
Chissà come avrò fatto a prendere sti due chiletti... boh....
Dall'Irlanda ai tropici il tempo non cambia
Kuala Lumpur, la città
L'Italia e gli italiani visti da questa parte del mondo
Viaggio di ritorno
Varie, eventuali e conclusioni più o meno a caldo
(A)

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